«Una città accogliente con gli immigrati» - Il Gazzettino

27 marzo 2018

Pagina VII, Cronaca

TREVISO L'ex caserma Serena è soggetto best practice nell'esperienza di immigrazione, come scrive la Corte dei Conti. «Sul tema dell'immigrazione Treviso ha fatto la sua parte. Ed è tutt'altro che una terra ostile, come qualcuno paventa». Simonetta Rubinato, ex parlamentare e portavoce di Autonomia Dem, commenta così la performance positiva di Treviso emersa dal rapporto della Corte dei Conti. Insieme però ammonisce la politica sul tema tra accoglienza e cittadinanza, che genera paure e diffidenze: «Rimane il fatto che il rapporto della magistratura contabile avvalora, in modo approfondito, le criticità e i timori percepiti dai cittadini che sono state tra le ragioni del voto del 4 marzo scorso. Il nuovo Parlamento ne dovrà tenere conto». L'ESEMPIO DELLA MARCAIl rapporto chiarisce infatti anche che il Veneto ha fatto la sua parte, essendo tra le regioni che hanno la percentuale più alta di migranti ospitati rispetto agli abitanti, con costi contenuti. E in Veneto a brillare è Treviso, indicata come best practice per le economie di spesa prodotte e gli effetti positivi sugli ospiti. In merito all'ex caserma Serena, il rapporto della Corte dei Conti evidenzia che a fronte, infatti, di una buona gestione, per un costo di 27,85 euro pro capite rispetto ai 35 euro riconosciuti dal ministero su base nazionale, si ha un risparmio di almeno 7 euro pro capite. Applicato su scala nazionale ai 181.000 migranti sbarcati nel 2016 avrebbe comportato un risparmio complessivo nell'anno di oltre 450 milioni di euro. LO STATO LONTANO«Ma il report della Corte avvalora la distanza tra le risposte dell'apparato statale e la realtà quotidiana vissuta sui territori, oltre alla grave inadempienza degli altri Paesi europei, considerato che le spese sostenute dallo Stato nel 2016 sono state pari a 1,7 miliardi di euro, cui l'Unione Europea ha contribuito per 46,8.milioni, ovvero appena per il 2,7 per cento». Secondo Rubinato, occorre oggi richiamare l'Unione europea alle sue responsabilità. E. F.

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pubblicata il 27 marzo 2018

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