UNA SCUOLA DI QUALITA' PER TUTTI E PER CIASCUNO E' POSSIBILE SOLO SE PUNTA SU AUTONOMIA E PARITA', COME SI STA FACENDO NEI PAESI PIU' SVILUPPATI.

08 marzo 2017

Il valore della libertà educativa è stata al centro di due incontri cui ho partecipato, il primo a Vicenza sabato 25 febbraio scorso, organizzato dall'Associazione culturale Vinòva presso l'Auditorio dell'ISSR 'Santa Maria di Monte Berico', in cui sono stata anche relatrice; il secondo martedì 28 febbraio, presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio, che ha visto tre ministri dell'Istruzione - Valeria Fedeli, Luigi Berlinguer, Mariastella Gelmini - confrontarsi su "Libertà, parità e autonomia della scuola" in occasione della presentazione del volume "Far crescere la persona - La scuola di fronte al mondo che cambia", curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà. Il tema della libertà educativa è dunque oggi di grande attualità per le sfide che la scuola deve affrontare nel mondo che cambia e che hanno portato molti Paesi a valorizzare l’autonomia scolastica, non solo per la necessità di raggiungere una maggiore efficienza a causa dello squilibrio dei conti pubblici, ma anche come strumento per migliorare la qualità dell’istruzione: la scuola migliore per tutti è quella che riconosce tutti i suoi allievi e l’unicità di ciascuno, il patrimonio culturale e la specificità individuale, permettendo a ciascuno di espandere al massimo le proprie potenzialità. Ciò comporta importanti conseguenze sul piano dell’assetto della scuola: più importante del fatto che la scuola sia gestita da un soggetto di diritto pubblico, privato o di privato sociale, è che essa sia una scuola che dia “garanzie di accesso, qualità, rispetto e benessere” di tutti gli studenti. E per farlo in tutti i Paesi sviluppati i sistemi scolastici stanno evolvendo secondo due grandi direttive: autonomia e coinvolgimento dei soggetti sociali nella gestione e nella formulazione della proposta educativa. Di qui l'attualità di quel sistema autonomo e paritario prefigurato dalle leggi promosse dall’allora ministro Luigi Berlinguer (autonomia: legge delega n. 59/1997; parità: legge 10 marzo 2000 n. 62) e mai attuate veramente, come ha ricordato lo stesso Berlinguer nel suo contributo:“occorre informare gli italiani sugli orientamenti europei e sulla realtà odierna della scuola paritaria”. Le scuole paritarie anche in Italia dovrebbero essere considerate una risorsa e la loro presenza può anche contribuire a riconoscere maggiore autonomia agli stessi istituti scolastici statali, imponendo allo Stato la necessità di tenere distinto il ruolo di governo del sistema di istruzione (regolatore/controllore/valutatore) da quello di erogatore/gestore del servizio. La resistenza ideologica riguardo alla parità scolastica nel nostro Paese rende quindi la situazione italiana assolutamente anomala nel panorama internazionale, anche alla luce dei risultati raggiunti nei Paesi in cui la libertà di educazione da parte delle famiglie è maggiormente sostenuta, dove il modello istituzionale più efficace è quello che prevede il  finanziamento pubblico, un’elevata autonomia delle scuole, la possibilità di concorrenza fra scuole pubbliche e private. Solo un sistema realmente differenziato consente infatti di sviluppare in modo adeguato sia le abilità cognitive che quelle legate alla personalità di ciascuno studente. Come testimonia da decenni il servizio offerto dal sistema della scuola paritaria del Veneto, in particolare quello dell'infanzia che, sopperendo allo Stato, accoglie circa 90.000 bambini, con 9.000 dipendenti e un risparmio per la finanza pubblica di circa 500 milioni di euro l'anno, visto che il costo medio a bambino in Veneto è inferiore ai 3.000 euro contro i 5.700 euro del costo medio della materna statale. Queste scuole sono una palestra di educazione civica e di cittadinanza, non solo per gli studenti ma anche per i genitori e gli adulti, un investimento lungimirante, fatto un secolo fa dalle comunità di un Veneto all'epoca terra di migrazione, per accogliere e formare tutti i bambini, che abbiamo il dovere di preservare e coltivare per il futuro.

Al seguente link trovi l'introduzione al volume "Far crescere la persona - La scuola di fronte al mondo che cambia": http://www.crisp-org.it/vittadini/wp-content/papers/statistic/2016_IntroFarCrescereLaPersona.pdf 

Cliccando qui leggi l'articolo di Avvenire dell'1 marzo scorso


pubblicata il 08 marzo 2017

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