GLI ITALIANI VOGLIONO LE ELEZIONI, NON L'INGOVERNABILITÀ. E VOGLIONO SCEGLIERE CHI LI RAPPRESENTA

20 febbraio 2017

La maggioranza degli italiani, secondo i sondaggi, sembra voglia andare al voto. E Grillo e Salvini cavalcano questo sentiment. Ma bisogna dire agli italiani come stanno le cose. Ovvero che, se andiamo subito al voto con le leggi elettorali uscite dalla Consulta, le future elezioni consegneranno il Paese all'instabilità: ci saranno due Camere senza alcuna maggioranza, le segreterie dei partiti riusciranno difficilmente a formare un nuovo Governo e, se anche ci riuscissero, sarebbe un esecutivo sostenuto da una maggioranza eterogenea ed instabile, inadeguato rispetto alle sfide che ci attendono. E con la probabilità di tornare in poco tempo alle urne. Ingovernabilità, questa, che si tradurrebbe in sfiducia dei mercati verso il Paese e rischio di risalita dello spread, con un prezzo da pagare molto alto da parte delle famiglie e dell'economia italiana. 


Ecco perché, prima di andare al voto, il Parlamento deve fare il proprio lavoro, approntando due leggi elettorali compatibili che, consentendo il formarsi di una maggioranza di governo, possano evitare che il Paese finisca in balia dell'instabilità istituzionale proprio mentre Trump, la Brexit e il rischio di implosione dell'Eurozona potrebbero esporci alla speculazione internazionale. Bene dunque che in Commissione Affari Costituzionali della Camera sia iniziato la scorsa settimana l’esame dei disegni di legge presentati in materia di legge elettorale: mi auguro che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti per ridare peso al voto degli elettori, eliminando il meccanismo dei capilista bloccati alla Camera e introducendo un correttivo al proporzionale quasi puro che oggi consegnerebbe il Paese alla quasi certa paralisi. 


Quanto al primo obiettivo, con il collega Simone Valiante abbiamo depositato l’8 febbraio scorso un disegno di legge per correggere la legge elettorale della Camera, come uscita dalla sentenza della Corte Costituzionale, eliminando i capilista bloccati, nonché la possibilità per i capilista stessi di essere candidati in più circoscrizioni. Essendo stato infatti l'Italicum ridimensionato dalla Consulta in un sistema proporzionale quasi puro, non è giustificabile la condizione dei capilista bloccati, che di fatto costituiranno la stragrande maggioranza dei deputati eletti (meglio nominati!), vanificando così il rapporto tra eletti ed elettori e la rappresentanza territoriale. Cliccando qui trovi il testo del disegno di legge. 


pubblicata il 20 febbraio 2017

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