Albertini in pole E i «giovani turchi» disertano il vertice - Corriere del Veneto

04 febbraio 2017

Pagina 2, Primopiano

PADOVA Un’altra giornata da psicodramma, «in pieno stile Pd del Veneto», sussurrano gli stessi dem. Come nell’ultimo anno e mezzo, è andata così anche ieri: il vertice del mattino è stato aggiornato alla sera, ma quando sulla sede regionale di Padova era ormai calata la notte, ancora non era stato trovato un accordo sulla corsa alla segreteria. Ore e ore di confronto diretto, telefonate bollenti, messaggini martellanti, tuttavia le posizioni delle varie anime del Partito Democratico sono rimaste distanti.

L’ultimo segretario Roger De Menech, insieme ad Antonio Bressa, Diego Crivellari, Gianni Dal Moro e Sara Moretto, ha provato a far valere «le ragioni dell’unità della maggioranza del partito», tanto più a fronte del vento di scissione che spira da Roma. Ma il «correntone renziano» fa fatica a fare sintesi: mentre i senatori Giorgio Santini e Laura Puppato non si sono tirati indietro, ad un certo punto Alessio Albertini, sindaco di Belfiore, sembrava aver vinto la sfida interna con Francesca Zottis, consigliera regionale; però il veronese spaccherebbe comunque la sua provincia e sulla veneziana permarrebbe il veto dei «giovani turchi», che peraltro si sono presentati alla seduta mattutina con Vanessa Camani e Vincenzo D’Arienzo ma hanno disertato la riunione serale, seccati per la mancata convergenza su un nome e orientati oggi a valutare la candidatura del trevigiano Giovanni Tonella, ritenuto un esponente sufficientemente forte a dare voce alla sinistra. Inoltre va tenuta in considerazione anche la sensibilità dell’area Martina, rappresentata al tavolo da Massimo Bettin, Federico Ginato e Diego Zardini. Le trattative sono andate avanti fino a tardi, probabilmente stamattina se ne saprà di più. I tempi decisamente stringono, visto che la scadenza è fissata per lunedì alle 18.

Nell’attesa Simonetta Rubinato sbotta: «La preoccupazione principale è quella di individuare una candidatura che metta il più possibile d’accordo tutti, in particolare la galassia renziana, prescindendo dal merito di un progetto politico di radicale cambiamento, necessario al rilancio del Pd veneto. Così sulla stampa appare che si cerca solo un nome condiviso, basta che sia fedele a chi vuole “governarlo”». (a.pe.)

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pubblicata il 04 febbraio 2017

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