Congresso Pd, anche Rubinato chiede il rinvio - Il Gazzettino

30 gennaio 2017

Pagina 11, Nordest

VENEZIA - Non è solo il deputato veneziano Michele Mognato a chiedere un rinvio del congresso regionale del Pd: sulla stessa linea si schiera la collega parlamentare Simonetta Rubinato, trevigiana. Mognato, in una lettera aperta al garante Lorenzo Guerini, aveva sottolineato la necessità per il Pd del Veneto di «un congresso vero, non una partitella di riscaldamento finalizzata alle Politiche», dal momento che sembra prendere corpo l'ipotesi di elezioni politiche a giugno. Dunque - ha detto Mognato - se si votasse a giugno, il congresso regionale rischierebbe di essere finalizzato a quel voto, mentre in Veneto c'è bisogno di un congresso vero che affronti i nodi della regione.«Condivido l'allarme lanciato da Mognato - dice ora Rubinato - Come ho ribadito anche la scorsa settimana in un incontro con Guerini ed alcuni colleghi, dopo le pesanti sconfitte della linea politica sostenuta unitariamente dalla dirigenza regionale, il Pd veneto ha bisogno di un congresso vero, che riparta da una lettura profonda del sentire dei veneti, dei loro bisogni e delle loro aspirazioni di autonomia contro decenni di centralismo soffocante e penalizzante nella redistribuzione delle risorse. Il prossimo congresso sarà utile solo se darà anche all'esterno il senso di una netta discontinuità di idee, proposte e organigrammi rispetto alla percezione attuale di un partito regionale conservatore e troppo condizionato dalle direttive nazionali. Temo che il percorso congressuale - aggiunge Rubinato - sia invece oggi condizionato dalle possibili ravvicinate elezioni politiche e dagli equilibri di forza nazionali. È dunque bene chiarire subito in che direzione si vuole andare».Rubinato lancia anche un appello ai consiglieri regionali: «Nei prossimi giorni si tornerà a discutere in consiglio regionale del referendum sull'autonomia. Mi auguro che i consiglieri regionali del Pd non si chiudano in un angolo, confermando il voto negativo dato in commissione alle modifiche della legge istituiva del referendum per poterlo indire anche non insieme ad altre consultazioni elettorali. La percezione che si darebbe all'esterno sarebbe quella di un partito che - unico in Regione - non vuole dare la parola ai veneti. Sarebbe un errore, contrario allo spirito costitutivo stesso del nostro partito, democratico e federale».

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pubblicata il 30 gennaio 2017

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