OK A INTERVENTO PUBBLICO SU MPS, MA ORA PARTA COMMISSIONE D'INCHIESTA

30 dicembre 2016

Mercoledì 21 dicembre scorso alla Camera la maggioranza ha autorizzato il Governo "a emettere titoli del Debito Pubblico, fino a un massimo di 20 miliardi di euro per l'anno 2017, per l'adozione di provvedimenti finalizzati ad assicurare la stabilità economico-finanziaria del Paese, il rafforzamento patrimoniale del sistema bancario e la protezione del risparmio, «in un quadro di ampia condivisione dei provvedimenti attuativi parlamentari». Cliccando qui la nota sintetica in merito predisposta dal Gruppo Pd della Camera. I voti a favore sono stati 389, contro 134 contrari, mentre il quorum qualificato richiesto era pari alla maggioranza assoluta dei componenti della Camera (316 deputati). A favore della Relazione presentata dal Governo (cliccando qui il testo integrale) hanno votato PD, AP-NCD e i deputati di ALA e di Forza Italia. Contro MES, Sel, Cor e Lega.

Padoan ha spiegato che «lo strumento che si chiede di attivare si inserisce in una strategia complessiva che tiene conto delle esigenze del Paese, della necessità di tutela dei risparmiatori e del sistema». Più in generale, il ministro ha chiarito che al momento non è possibile «fornire valutazioni specifiche sui singoli istituti» coinvolti nelle difficoltà del nostro sistema del credito. Questa valutazione infatti «deve essere fatta caso per caso, visto che alcuni istituti sono ancora impegnati in operazioni di mercato su cui non si deve intervenire». Le misure in cantiere «prefigurano una ricapitalizzazione di eventuali istituti a condizione che questi presentino piani di ristrutturazione che gli mettano in condizione di viaggiare con le proprie gambe e di essere profittevoli, di finanziare l'economia». Nel suo intervento il ministro ha poi insistito sul fatto che la “dote” da 20 miliardi di euro di aumento del debito richiesti dal Governo al Parlamento per interventi precauzionali sulle banche costituisce «una cifra sufficiente a dare un impatto segnaletico (ci sono risorse sufficienti), ma non esagerata, perché indurrebbe a pensare che la situazione di gravità del sistema finanziario italiano fosse più grave di quello che è. E non lo è, perché il sistema è solido e sano con alcune criticità, ben note, di casi specifici con caratteristiche precise». Il Governo, ha garantito poi Padoan, definirà gli eventuali criteri di intervento con la massima attenzione «alla tutela dei risparmiatori retail, tenendo conto dei margini» concessi dalle norme europee in materia di aiuti di Stato e di direttiva bancaria. Gli impatti sui risparmiatori, ha assicurato, saranno «minimizzati o resi inesistenti». In sede di replica il ministro ha ribadito che l’azione pubblica è ispirata in questo caso «a due principi fondamentali mantenere la stabilità finanziaria, che è un bene di tutti e non soltanto delle singole banche, e tutelare al meglio, completamente il risparmio», aggiungendo che «in questo contesto, naturalmente, bisogna continuare con l’azione di controllo e responsabilità nei confronti di manager». 

Si tratta di parole impegnative, soprattutto lette anche alla luce di quanto accaduto sul nostro territorio ai 200 mila piccoli investitori/risparmiatori travolti dalle vicende delle due Popolari Venete. Confido che questo intervento pubblico dettato dalla crisi del sistema bancario sia l’occasione per un deciso cambio di rotta che faccia chiarezza su quanto è accaduto. Perciò il 29 dicembre scorso, rispondendo ai telespettatori di ReteVeneta, nel corso della trasmissione Sveglia Veneti, sul tema del risparmio tradito dalle vicende di Veneto Banca e Popolare di Vicenza ho ribadito la necessità di istituire finalmente una Commissione d’inchiesta parlamentare che faccia un’analisi profonda - come ben spiega nell’intervista al Giornale Luigi Zingales a questo link: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/banche-servono-50-miliardi-e-uninchiesta-sulle-colpe-1346323.html - per capire in che misura i maggiori dissesti bancari emersi in quest’anno sono dovuti alla crisi economica, quanto alla cattiva gestione del management, quanto a carenze della Vigilanza (Bankitalia e Consob), quanto a errori di natura politica o peggio. Commissione oggi tanto più resa necessaria dalla decisione del Governo di investire denaro dei contribuenti nelle banche in difficoltà e in particolare in Mps. Ricordo che già nel giugno scorso avevo presentato in Aula alla Camera un ordine del giorno che impegnava il Governo sulla necessità di fare chiarezza su quanto accaduto in Veneto Banca e Popolare di Vicenza, sulla tutela delle imprese e dei piccoli investitori/risparmiatori truffati. Sul Sole24Ore dello scorso 29 dicembre lo stesso ministro Padoan ha riconosciuto che il nuovo regime del bail-in è “giusto e necessario perché protegge il contribuente, ma andava gestito con più saggezza”, che “i risparmiatori che avevano acquistato asset prima del nuovo regime non avevano informazioni sufficienti e la situazione andrà sanata” e che le responsabilità di chi ha prodotto “danni rilevanti a investitori, azionisti, risparmiatori e imprese” “vanno sanzionate e nel nostro Paese non è ancora stato fatto abbastanza” (al seguente link l’intervista integrale: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-12-28/padoan-basta-l-opacita-vigilanza-bce-232343.shtml?uuid=AD66RoLC). Appunto per questo è utile la Commissione d’inchiesta, non perdiamo altro tempo prezioso.

Al seguente link la puntata integrale di Sveglia Veneti del 29 dicembre scorso: https://youtu.be/1CwLE06BKYQ


pubblicata il 30 dicembre 2016

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