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Autonomia, avanti con sanità e tributi - Il Gazzettino

21 febbraio 2018

Pagina 11, Nordest

VENEZIA Maggiore autonomia al Veneto significa anche pagare di più i medici e gli infermieri che accetteranno di lasciare le grandi città per andare a lavorare nelle zone montane. Saranno «incentivi» e «sostegni» al personale dipendente che si concretizzeranno con accordi integrativi. Oggi il Veneto può solo immaginarli, domani, se arriverà l'autonomia sanitaria, potrà passare ai fatti. Così come potrà assumere medici di 25 anni, freschi di laurea ma ancora privi di specializzazione: i camici bianchi impiegheranno il 70% del loro tempo a lavorare per la sanità veneta e il restante 30% a formarsi nelle scuole di specializzazione e sarà la Regione a programmare con le Università le discipline e i numeri degli specializzandi. Sono questi alcuni dei poteri previsti nella bozza di pre-intesa tra Regione Veneto e Governo. Il presidente Luca Zaia, che ieri pomeriggio ha riferito ai consiglieri regionali a Palazzo Ferro Fini riuniti in Prima commissione, è fiducioso: all'ottava bozza, adesso il documento «si può firmare».

LA RELAZIONE

Come venerdì scorso alla Consulta per l'Autonomia, anche ieri ai consiglieri regionali il governatore ha riassunto a che punto è la trattativa con il Governo, ribadendo che: 1) si tratta di una pre-intesa; 2) entro giugno 2018 dovranno essere aperti tutti i 23 tavoli e non solo i 5 finora oggetto di discussione; 3) ci sarà la commissione paritetica regionale; 4) è sparito il riferimento alla spesa storica e sono stati introdotti i costi e i fabbisogni standard; 5) il Veneto ce l'ha fatta a inserire la compartecipazione a uno o più tributi. E già questi ultimi due punti giustificherebbero la firma della pre-intesa, nonostante i capitoli delle materie trattate - lavoro, istruzione e ambiente, principalmente - siano di fatto ancora vuoti. «La compartecipazione dei tributi è la vera cifra dell'autonomia», ha detto il professor Andrea Giovanardi, l'unico componente della Delegazione trattante presente ieri al Ferro Fini («Gli altri? Decimati dall'influenza», Zaia), aggiungendo che c'è anche la riserva di aliquota.

I CONTENUTI

Il capitolo su cui si sono fatti più progressi è quello della sanità ed è stato il direttore generale Domenico Mantoan a riassumere cosa è stato strappato al Governo, dalla gestione del personale (fermo restando il rispetto dei vincoli di bilancio) alla regolamentazione delle attività libero-professionali alla possibilità di modulare i ticket (anche quello statale da 10 euro) e le tariffe, «ma solo agli assistiti della Regione Veneto». Meno proficuo il confronto su lavoro e istruzione, come ha ammesso il direttore del settore Santo Romano: «Abbiamo ottenuto qualcosa su vigilanza e controllo, non sugli ammortizzatori». Idem l'ambiente: «Il tavolo resta aperto», ha detto il direttore Luigi Masia. Ammesso che si firmi, cosa si firmerà? La pre-intesa, ha spiegato Zaia, aggiungendo che andrebbe firmata prima del 4 marzo e «ormai siamo agli sgoccioli». Quanto all'intesa vera e propria bisognerà aspettare il nuovo Governo: «Mi chiedete se procederemo per step, prima le 5 materie e poi le altre? A parte il fatto che con Roma la politica dei piccoli passi ti fa andare indietro, la Costituzione parla di intesa, non di intese.

LE REAZIONI

Stefano Fracasso, capogruppo del Pd, auspicando che la firma della pre-intesa avvenga prima del voto del 4 marzo, ha sottolineato che «la realtà è lontana dai proclami di Zaia sui 9/10 del residuo fiscale che sono del tutto scomparsi. Sono state individuate cinque materie prioritarie per il trasferimento delle competenze - ha aggiunto l'esponente dem - chiedendo di calcolare l'attribuzione delle risorse sulla base del fabbisogno standard superando il criterio della spesa storica, oltre alla compartecipazione al gettito dei tributi. Tutte istanze che avevamo sostenuto sia nel corso della campagna referendaria che durante la discussione in aula sul progetto di legge 43». Commenti favorevoli dal capogruppo di Forza Italia, Massimo Giorgetti: «Confermiamo la fiducia al presidente Zaia, sta facendo un ottimo lavoro nella trattativa con il Governo per l'autonomia del Veneto». Soddisfazione per il lavoro svolto è stata espressa anche da Sergio Berlato e Massimiliano Barison di FdI. Scettica la parlamentare dem Simonetta Rubinato: «Nulla di epocale da questa bozza di pre-intesa».

Alda Vanzan

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pubblicata il 21 febbraio 2018

 
 
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