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«Altra inchiesta? Vedremo» - Il Gazzettino

21 aprile 2017

Pagina III, Primopiano

Il giorno dopo l'esplosione del caso dei vaccini fantasma sui 500 bambini le reazioni in Procura sono all'insegna della cautela. Ai piccoli pazienti l'assistente sanitaria Emanuela Petrillo -la trentenne che il direttore della Usl Francesco Benazzi ha definito assistente infedele- non avrebbe somministrato sieri tetravalenti e di richiamo. «Ci sarà da valutare questa nuova nota giunta dall'azienda sanitaria afferma il procuratore Michele Dalla Costa e quindi decideremo sulla base del suo contenuto». E aggiunge: «Di certo, se questo fosse il caso, si tratterebbe di una nuova indagine da svolgere in salita: il clamore della vicenda ha fatto sì che l'infermiera sia a conoscenza del fatto di essere potenzialmente sotto la lente di ingrandimento di possibili nuove indagini». Una situazione opposta rispetto alla precedente attività investigativa, iniziata nel giugno 2016 e svolta nella massima riservatezza, conclusa a marzo con la richiesta di archiviazione per assenza di elementi a carico formulata dal sostituto procuratore Barbara Sabattini e accolta dal gip. Esito che induce alla massima cautela considerato che le indagini, sottolineano dalla Procura, furono svolte con la massima accuratezza: vennero presi in esame i riscontri dell'Usl, coinvolsero i carabinieri del Nas, che prelevarono le fiale di vaccino utilizzate (al cui interno venne trovata ancora la dose), e si passarono al setaccio le conoscenze e gli ex colleghi della Petrillo alla ricerca di qualche elemento che potesse ricondurre in qualche modo a un'avversione da parte della trentenne ai vaccini.Saranno i contenuti della nuova segnalazione dell'Usl alla Procura a dire se vi siano elementi tali da giustificare la riapertura del fascicolo archiviato solo un mese fa. Di certo in Procura ieri si respirava un mix di scetticismo e irritazione: un po' per la decisione dell'azienda sanitaria di rendere pubblica la vicenda, un po' per gli attacchi all'operato dei pm dal mondo politico. La parlamentare Simonetta Rubinato ha commentato la vicenda chiedendo il «massimo della sanzione» se la «condotta di assoluta infedeltà verrà accertata». Ma soprattutto la Rubinato si è chiesta «come sia potuto accadere che, dopo l'indagine dei Nas attivata dall'Usl, si sia arrivati all'archiviazione del caso». «Nonostante l'archiviazione decisa dal gip su richiesta della Procura - spiega in una nota la deputata democratica - il dottor Giovanni Gallo ha continuato a dare fiducia alle testimonianze del personale collaboratore facendo avviare d'intesa con i vertici dell'Azienda delle indagini interne, supplendo di fatto alla magistratura, che hanno portato alla luce lo sconcertante caso».

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pubblicata il 21 aprile 2017

 
 
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