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Infermiera fingeva di fare i vaccini ai bimbi - Il Giornale di Vicenza

20 aprile 2017

Fingeva di sottoporre i bambini alle vaccinazioni, registrava la prestazione e buttava via le fiale non utilizzate. Il sospetto è venuto alle sue colleghe infermiere perchè molti dei piccoli non versavano una lacrima durante le iniezioni (che in effetti erano finte). Nel pieno della polemica sui vaccini in Italia, arriva da Treviso una vicenda surreale. Ai dirigenti dell'ex Ulss9, ora Asl 2, che l'hanno sentita nell'indagine interna, l'infermiera, già trasferita ad altro incarico, ha preferito non dare alcuna spiegazione. L'Asl trevigiana ha ottenuto elementi sufficienti per ritenere che la donna «non abbia eseguito tutte le vaccinazioni che doveva fare», e ha avviato una campagna di richiamo. Sono stati contattati per lettera tutti i pazienti che potrebbero essere senza protezione: 500 persone, tra adulti e bambini. «È un fatto talmente increscioso che ha dell'incredibile - ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Ritengo che sia stato fatto un danno enorme a questi bambini, che adesso dovranno fare i vaccini, e che comunque sono stati sottoposti a rischio». I primi sospetti per quelle vaccinazioni senza pianti erano sorti nel giugno 2016. La donna era giunta da poco a Treviso. La direzione dell'azienda sanitaria era stata avvisata dagli operatori dell'ambulatorio e aveva denunciato il fatto ai Carabinieri del Nas e alla Procura. L'infermiera aveva vaccinato solo per tre mesi, poi era stata trasferita ad altro incarico. Nei primi giorni dello scorso marzo, il gip del Tribunale di Treviso, su richiesta del Pm, aveva archiviato il caso, «in assenza di ulteriori elementi a carico». L'azienda sanitaria a quel punto ha avviato le proprie indagini e ha richiamato per accertamenti sierologici alcuni pazienti campione. È emerso che molti dei bambini vaccinati dall'infermiera non avevano sviluppato gli anticorpi. È partita così una nuova denuncia alla procura. L'Asl ha contattato tutti i pazienti interessati, per completare la profilassi. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha chiesto che, se saranno accertate le responsabilità, vi sia «tolleranza zero». «Faremo tutte le valutazioni e gli approfonditi accertamenti - ha detto il direttore generale dell'Ulss, Francesco Benazzi - e arriveremo ad applicare una sanzione che potrebbe anche essere, come limite estremo, il licenziamento». Il procuratore di Treviso, Michele Dalla Costa, ha spiegato che sarà verificata la consistenza dei nuovi indizi trasmessi dalle autorità sanitarie.Alessandra Moretti, consigliera regionale del Pd, è tranchant: «Fingere di vaccinare i bambini e buttare via le fiale è un fatto gravissimo, un comportamento criminale. Questi episodi rendono ancora più urgente una campagna di informazione vera, che non cavalchi paure infondate e diffonda falsità. Perciò rilanciamo con forza la nostra proposta di legge affinché la Regione Veneto reintroduca l'obbligo di vaccinazione». Interviene la deputata trevigiana Simonetta Rubinato, Pd: «Questo caso conferma come la forza della sanità veneta stia soprattutto nelle risorse umane. Nonostante l'archiviazione decisa dal Gip su richiesta della Procura, l'Ulss ha continuato a dare fiducia alle testimonianze del personale avviando indagini interne. Siamo di fronte ad una condotta di assoluta infedeltà». Il senatore padovano, Antonio De Poli (Udc): «È un episodio gravissimo. Va messa in evidenza la straordinaria professionalità e il rigore con cui hanno agito i colleghi dell'infermiera di Treviso. Ci affidiamo all'operato della magistratura affinché si faccia piena luce su quanto è accaduto».

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pubblicata il 20 aprile 2017

 
 
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