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Profughi, si allarga la rete Sprar - La tribuna di Treviso

13 aprile 2017

Pagina 24, Cronaca

Richiedenti asilo, il Comune di Treviso prosegue nella sua battaglia per trasformare i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) in Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che prevede punti di accoglienza più piccoli e diffusi. Ma intanto annuncia: anche il Comune di Vittorio Veneto ha deciso di entrare nel primo progetto Sprar per 50 profughi lanciato un anno fa dalla giunta Manildo e che fino ad oggi, oltre a Treviso, vedeva coinvolti altri nove Comuni dell’hinterland. Con il raggiungimento della quota di 11 Comuni aderenti, ora, si potrà finalmente raggiungere l’obiettivo iniziale di Ca’ Sugana: accogliere 50 richiedenti asilo in 11 Comuni. Un traguardo ritenuto mesi fa facile, e invece fino ad oggi solo 46 profughi sono stati accolti. Vittorio Veneto entra di fatto in partita per accogliere i 4 profughi restanti, ma in futuro i numeri sono destinati a salire, negli 11 Comuni, anche se sempre in numero adeguato e limitato rispetto ai Cas. E c’è appunto la battaglia per trasformare i Cas in Sprar: obiettivo dell’amministrazione Manildo è quello di costringere così la prefettura a ridurre drasticamente il numero e i numeri dei Centri di accoglienza straordinari, aperti nel capoluogo da cooperative e privati, una rete contrattualizzata dalla prefettura e arrivata ad accogliere anche mille richiedenti asilo solo a Treviso. Ca’ Sugana intende fare breccia attraverso l’accordo stretto dall’associazione dei Comuni con il ministero dell’interno, che stabilisce 2,5 migranti ogni mille abitanti. Ha detto l’assessore all’Immigrazione Anna Caterina Cabino: «Le indicazioni del governo sono chiare: i centri straordinari devono essere rimodulati sulla base delle direttive Sprar», ovvero quel sistema di accoglienza che fa capo ai Comuni e privilegia le sistemazioni in centri con non oltre 60 posti. «Così fino alla soglia di solo 235 persone a Treviso», ha detto la Cabino. C’è poi il problema del rilascio delle carte di identità. Su questo ha lavorato l’onorevole del Pd Simonetta Rubinato, che annuncia: «Durante l’approvazione alla Camera del decreto legge 13 del 17 febbraio 2017 sui migranti, il governo ieri ha accolto, tra gli altri, un mio ordine del giorno impegnandosi a risolvere le criticità in materia di rilascio della carta d’identità ai richiedenti asilo. La richiesta era partita da amministratori locali e responsabili degli uffici anagrafe dei Comuni trevigiani, ma anche di altre province. Il governo ha dato atto di condividere le preoccupazioni espresse dai sindaci, anche della Marca, che si chiedevano se ci fossero i presupposti per rilasciare il documento d’identità ai richiedenti asilo in una fase in cui non è stato ancora riconosciuto loro lo status di protezione internazionale». Oggi accade infatti che il rilascio venga gestito con prassi amministrative differenti, talvolta di dubbia legittimità. L’ordine del giorno impegna invece il governo «per quanto di sua competenza, ad adottare tutte le opportune iniziative, anche normative, per l’adozione di un documento di identità specifico e transitorio, che possa esplicare la propria validità in attesa della procedura di riconoscimento della protezione internazionale». Alessandro Zago

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pubblicata il 13 aprile 2017

 
 
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